Il passito Bramante
C’è una antica tradizione, dalle nostre parti, di fare i vini dolci da uve appassite. Una volta, da qui partiva il vino santo per Roma.
Il procedimento prevede un lunghissimo appassimento che termina nella settima a santa, con la pigiatura.
Il richiamo alla storia è nel nome “Donato Bramante” un grande del rinascimento italiano, figlio di questa terra.
l’idea è di realizzare un passito con il procedimento tradizionale ma utilizzando il vitigno aromatico a bacca rossa, l’Aleatico, presente da secoli nel nostro territorio
I grappoli migliori, destinati all’appassimento, sono appesi singolarmente in una stanza aerata per sei mesi.
Sono poi sgranati a mano scegliendo solo gli acini sani e sono pigiati in un torchio tradizione.
La resa in mosto è ridottissima, intorno al 18%.
Il mosto ottenuto fermenta e matura, prima dell'imbottigliamento, per almeno dieci anni esclusivamente botte di accaio scolma, aggiungendo "la madre" dalle annate precedenti.
Il vino rosso “Profumo di Rosa"
Vitigni: Aleatico 50%, Sangiove 25%, Ciliegiolo 25%
Descrizione: vino secco di grande impatto olfattivo e notevole persistenza; al gusto è caldo e con tannini evidenti ma non spigolosi. E’ interamente prodotto in acciaio e mantiene una solforosa totale molto bassa (20 mg/l).
Abbinamenti: Carni rosse, ragù, piccione ripieno, affettati.
Spumante rosè "Poggio ai Prati "
Spumante metodo classico, rosè, 2022 dosaggio zero con sboccatura 24 mesi.
Ramato. personalità olfattiva con ricordi di rosa gialla. cipria, pepe rosa; seguono fragoline di bosco e vegetali di garofano. Al sorso è fresco e di aprezzabile sapidità con effervescenza che accentua le sensazioni gustative. Commiato lungo. (Tratto da "Le Marche nel bicchiere 2026 - AIS Marche).
A fine 2027 sarà disponibile anche la sboccatura a 48 mesi.